2020 FIRENZE

ARCHEOFUTURO
2021 Firenze Scultura Archeofuturo a Cura di Alessandro Sarti Palazzo dei Congressi Firenze Presidente Lorenzo Becattini

Per lei,” raccontare il segno” diviene quindi operazione semiotica che aggiunge il gesto puro alla descrizione letteraria dell’oggetto, all’immagine visiva dell’oggetto e all’oggetto stesso. Questa rivoluzione ideologica oltre che formale, unita alle passate esperienze della Poesia Visiva, dell’arte Povera e dell’Arte Concettuale rappresentano un deciso passo in avanti nell’indagine artistica di Franca Pisani, per giungere oggi alla definizione di quel segno assoluto, infinito, “passato-presente – o “Archeofuturo “, come lo definisce il Direttore Artistico del Museo d’arte Contemporanea di Palazzo Collicola a Spoleto, Gianluca Marziani – che è materia del suo percorso. Patrizia Ferri chiarisce già in precedenza e senza possibilità di errore come “l’attitudine all’infinito in Pisani si traduce in una prerogativa squisitamente barocca come essenza che travalica la sua cornice temporale, declinata con una essenzialità diametralmente opposta all’asetticita’ minimale, che vede nella piega un complesso evento formale e concettuale.
MATTEO VANZAN

2020 NAPOLI

“Nel Sogno Omaggio a Matilde Serao”
2020 Napoli Mostra “Nel Sogno Omaggio a Matilde Serao” Curatrice Marina Guida Testi Marina Guida Marzia Spatafora Catalogo Manfredi Editore

Come in una trance onirica l’artista è dentro il quadro, e al tempo stesso, altrove, si muove all’interno della corrispondenza di segni pieni che circoscrivono spazi vuoti, concavità che risucchiano lo sguardo nella profondità illusoria dello spazio pittorico. E’ dentro il perimetro dell’opera, ma oltre la stessa, è qui e non qui, nell’attimo presente e nell’attimo eterno dell’arte. In quel territorio liminale tra coscienza e percezione, Franca traccia con il pennello un primo segno di lacca sul lino, cui fanno seguito gli altri segni, tracciati liberi senza una traiettoria precisa- è la mano che segue il segno e non viceversa- e poi arriva la scrittura, sempre tracciata in prima istanza in lacca. La visione d’insieme arriva soltanto in un secondo tempo, dopo aver disteso sulla superficie di lino il pigmento, talvolta frammisto ad acqua, talvolta ad olio. E’ un procedimento fatto di strati successivi, di momenti di attesa e momenti di azione, che mescola l’intuito e la visione, la precisione del gesto e l’assoluta libertà del movimento, l’intenzione e l’imprevisto, il controllo e l’indeterminatezza; il tutto, calibrato e strutturato in un sapiente senso dello spazio ed una salda abilità compositiva.
MARINA GUIDA

2020 AVELLINO

“Una Vita”
2020 Mostra “una Vita” a cura di Matteo Vanzan Complesso Monumentale ex carcere Borbonico – Avellino Catalogo Una Vita

Una nuova vita per l’Arte e Arte per una nuova vita ci mostrano un’artista dall’inesauribile creatività artistica attraverso le Pergamene, il Bestiario, i Ritratti, i Teleri e gli Attraversamenti, sua definitiva maturità segnico-stilistica, con una ricerca espressiva che giunge fino ai nostri giorni con Seta di Lione; materiale estremamente pregiato, la seta di Lione, utilizzata per il restauro di affreschi e dipinti antichi che ora viene plasmato e trasformato in un territorio libero dal sapore antico ospitante la cromia più pura, evoluzione naturale di un’anima che volge al colore. Ci troviamo spaesati e avvolti in questo suo operare archetipo di artista dall’ispirazione inesauribile e altro non possiamo fare se non osservare con muto rispetto questo grande spettacolo dell’arte, madre natura di una donna che ha mille storie da raccontare ora raccolte in un pennello, ora in un gesto, ora in un singolo ed estremo movimento della mano
MATTEO VANZAN

2019 Montecassino

“Succisa Virescit”
La forza della Rinascita a cura di Roberto Capitanio introduzione Luca Nannipieri e Arciabate Dom Donato Ogliari

È forse l’installazione più difficile e rischiosa, fin qui fatta da Franca Pisani, perché attorno non ha un museo (come quando espose nel 2013-2014 alla Galleria degli Uffizi e nel Corridoio Vasariano a Firenze o nel 2017 al Macro di Roma); attorno non ha un luogo monumentale, ma l’atto di nascita di un intero continente: l’Europa. Esporre all’abbazia di Montecassino non è come esporre in una delle monumentali abbazie che punteggiano i paesi europei: Montecassino è l’epicentro simbolico di un passaggio fondamentale di civiltà che, incardinatosi nella figura di San Benedetto e nella regola monastica da lui eretta, ha permesso il travaso di conoscenze dalla cultura classica al Medioevo e al Rinascimento, nel silenzio di quest’abbazia e di quelle che sono nate per filiazione dai fratelli benedettini. Mentre, tutto attorno, il mondo romano crollava, da questo monastero è partita la ricostruzione culturale, spirituale, filosofica, religiosa che ha generato la modernità.

ROMA 2017

MACRO Testaccio
Codice archeologico – Il recupero della bellezza​
a cura di Duccio Trombadori. Grandi Eventi Claudio Crescentini testi Duccio Trombadori Cristina Acidini Progetto Marzia Spatafora

​PADOVA 2018

Auditorium dell’Orto botanico
Giornata internazionale per le vittime di tortura
SHOAH MEMORIA COLLETTIVA
a cura del Proff. Carlo Fumian Direttore del Centro di Ateneo per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea

Vienna 2017

Mostra Visioni d’Arie a Vienna dedicata a Gioacchino Rossini
Istituto di Cultura Vienna
Palazzo Sternberg Ungargasse 43a. WIEN
a cura di Melanie Zefferino

Biennale di Venezia 57° 2017

​​57 th. Biennale di Venezia Esposizione Internazionale
Padiglione Esteri- Mostra di Franca Pisani
dedicata a Palmira
a cura di Alessandro Riva Pierluigi Tazzi

Milano: Expo Papier Mache 2015

Gianluca Ranzi

​Il doppio è veramente la chiave di lettura di questi papier mache, che vivono anche della relazione tra affioramento della pittura e superimposizione successiva di strati di colore, di pellicole trasparenti o di segni, che vanno a saldarsi al reticolo sottostante e ne costituiscono quasi un commento verbale. Non va del resto dimenticato quanto la dimensione verbale sia da sempre stata una caratteristica del lavoro dell’artista, fin dagli anni Settanta, quando, in pieno clima di ricerche sulla Poesia Visiva, Franca Pisani era tra le pochissime artiste fiorentine, insieme a Ketty La Rocca e Lucia Marcucci, a misurarsi con la relazione tra spazio, immagine e parola , tra segno e significante.

Brescia 2016

P.I.S.A.N.I
Mostra MS SPAZIO CULTURALE MARZIA SPATAFORA​
Testi: Alessandro Riva – Marzia Spatafora

Inconscio, mito e memoria nell’opera di Franca Pisani
Alessandro Riva
Per parlare del lavoro di Franca Pisani bisogna sgomberare subito il campo da alcuni fraintendimenti di base. È un lavoro che affonda le radici nella tradizione del figurativo o nel linguaggio dell’astrazione? Si basa ancora sugli esperimenti concettuali, da cui a buon diritto proviene, o guarda piuttosto ad altre esperienze, più versatili e meno definite? Ha un substrato sociologico o una tendenza a una ricerca puramente formale? Ha un occhio di riguardo, come a volte potrebbe sembrare, per i temi della contemporaneità o deve essere piuttosto guardato come un lavoro di ricerca sulla “pura forma”, slegata da qualsiasi ragionamento contingente?

Internazionale: donnArchitettura 2014
a cura del vice direttore della Facoltà di Architettura di Firenze Maria Grazia Eccheli e l’Architetto Mina Tamborrino Editore Franco Angeli

Gianluca Ranzi:

Il riferimento a Marx non è marginale o saltuario in riferimento al lavoro di Franca Pisani e alla sua concezione del mondo, e basta ripercorrere alcune parole del filosofo tedesco tratte dai suoi scritti giovanili per notare quale affinità ci sia con il pensiero dell’artista:- La natura è il corpo dell’uomo. Che l’uomo vive della natura significa che la natura è il suo corpo. Che la vita fisica e spirituale dell’uomo è congiunta con la natura non ha altro significato se non che la natura si congiunge con se stessa, perché l’uomo è una parte della natura”

Galleria degli Uffizi 2014
Mostra Dietrofront degli Uffizi di Firenze a cura di Giovanna Giusti. Direzione della Mostra Antonio Natali Direttore degli Uffizi.
L’ AUTORITRATTO è acquisito poi con inventario 1890 n.10629 e fa parte della COLLEZIONE DI AUTORITRATTI DELLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

Marzia Spatafora

Il 2014 per Franca Pisani è stato un anno importante e pieno di sorprese : dopo una personale all’Hamburgher Bahnhof Museo d’Arte Contemporanea di Berlino, riceve l’invito della Galleria degli Uffizi di Firenze, per partecipare a “Dietrofront”, una mostra impegnativa sui Retro delle opere, dove sfilano capolavori di grandi Maestri del Passato. Un suo dipinto rimarrà in esposizione permanente nei Corridoi Vasariani del Museo.Poi sarà la volta dell’Università di Architettura di Firenze che la invità a ritrarre 60 donne architetto più famose del mondo e adesso, dulcis in fundo…l’attende un’altra sfida: Il Festival dei 2 Mondi Spoleto.

Spoleto: Mostre Storiche – Festival dei 2 Mondi
Palazzo Collicola Museo d’arte Contemporanea a cura di Marzia Spatafora Gianluca Ranzi

MARZIA SPATAFORA

Nelle splendide sale di Palazzo Collicola saranno esposte le opere più significative del percorso artistico della Pisani, la mostra ripropone momenti unici e preziosi di Palazzo Sant’Elia a Palermo e delle Halle Am Wasser di Berlino.

Gianluca Marziani, Direttore del Museo e curatore insieme a me della Mostra, con grande intuizione ha scelto un titolo molto significativo e aderente al pensiero della Pisani, “Archeofuturo” con una sola parola unisce la dimensione primordiale, elemento caratterizzante delle opere dell’artista e la cultura del presente, mai trascurata da Franca.

Firenze: Consiglio Regione Toscana 2014

L’idea mediterranea di una natura naturans si unisce, come già spesso sottolineato, alle ascendenze di una linea mitologica-primitiva che fa coincidere la creazione artistica con la scintilla creativa della genesi dell’uomo, nella vitalità di un folcrore intuito naturalmente e indagato nella ricerca di un’origine fantastica del mondo, di un nucleo incorrotto del pensiero, dell’accoglimento di alcune componenti dell’arte popolare. In altre parole ritorna ancora in queste opere, seppure maggiormente essenzializzata e concetrata, quella sorta di ispirazione primigenia in cui rivive la prepotente presernza ancestrale di una civiltà matriarcale legata indissolubilmente ai riti perenni delle stagioni, al legame con il ventre della terra.

​Biennale di Venezia 54° 2011

Padiglione Italia Arsenale di Venezia, a cura di Vittorio Sgarbi, catalogo Skira

Gianluca Ranzi:

​Formatasi a Firenze alla fine degli anni settanta a contatto con un clima espressivo di forte impronta concettuale, Franca Pisani ha svolto le sue prime esperienze all’insegna di una processualità mentale riduzionista in cui mail art, interattività, happening, impegno politico e approccio documentaristico si coalizzavano per risultati ad alto ordine freddo. I passi successivi della sua ricerca l’hanno poi vista virare in direzione della materia pittorica, conservando però l’originale metodologia sincretica del periodo precedente, ora volta a fondere pittura, scultura e installazione in un progetto complessivo che vede nelle potenzialità dello spazio tridimensionale l’alveo ideale per lo sviluppo e l’espressione, si sarebbe a volte portati a parlare di crescita organica, della sua ferrea volontà d’arte.

Berlino: Museo Hamburgher Bahnhof 2013
Mostra Capitani Coraggiosi a cura di Gianluca Ranzi Frederick Foert organization Marzia Spatafora

Gianluca Ranzi:

​Il riferimento a Marx non è marginale o saltuario in riferimento al lavoro di Franca Pisani e alla sua concezione del mondo, e basta ripercorrere alcune parole del filosofo tedesco tratte dai suoi scritti giovanili per notare quale affinità ci sia con il pensiero dell’artista:- La natura è il corpo dell’uomo.

​Che l’uomo vive della natura significa che la natura è il suo corpo. Che la vita fisica e spirituale dell’uomo è congiunta con la natura non ha altro significato se non che la natura si congiunge con se stessa, perché l’uomo è una parte della natura”

Palermo: Palazzo S.Elia 2010
Mostra Attraversamenti a cura di Gianluca Ranzi presentazione Marzia Spatafora

MARZIA SPATAFORA:

L’installazione che la Pisani ha proposto a Palazzo S. Elia a Palermo è un’opera ardua che colpisce per la sua unicità e spettacolarità: è un viaggio di “Nomadi” viandanti che rappresentano ognuno un momento della vita: il Giovane, L’Uomo, Madre Natura e la MORTE. I personaggi sono realizzati con le canne di Orbetello, il posto più pulito in Italia, infatti Franca ha una grande attenzione per l’ecologia che manifesta con la scelta di materiali sempre naturali dagli ossidi all’argilla, dai legni alle canne, alle pergamene. I Viandanti sono invitati a percorrere la Strada Della Vita che corre sulle pareti dell’intero percorso espositivo: 150 metri di carta industriale, interamente e fittamente dipinta con una scrittura segnica e primitiva, ripropone un vecchio tema amato dall’ artista, la Poesia Visiva.

Biennale di Venezia 53° 2009
a cura di Gianluca Ranzi Testi di Marzia Spatafora Gianluca Tanzi Maurizio Sciaccaluga Neri Isola

Marzia Spatafora

Le opere della Pisani rievocano sagome preistoriche che suggeriscono un’attenta indagine espressiva e una costante ricerca concettuale. Le forme possenti sono ben salde al terreno come a indicare una forte razionalità e concretezza, ma si proiettano verso l’alto dando spazio alla più sfrenata fantasia. Le direzioni sono le più svariate, come ad abbracciare qualunque forma di pensiero e, soprattutto, pronte ad accogliere tutte le etnie e tutto il genere umano. Quella di Franca è l’arte universale che non si pone limiti di sorta e che avvolge generosamente tutto il mondo. L’artista combatte con tenacia le asperità a cui la nostra società spesso ci sottopone, con una forza tutta femminile, propria di chi è avvezzo a sopportare l’ingiustizia umana, sfida l’ovvietà e la banalità mostrandoci delle forme inconsuete e del tutto personali che si differenziano con decisione dalla serialità che caratterizza tanti lavori.

Firenze: Museo Marino Marini 2008
Presidente Carlo Sisi
Piazza S.Pancrazio 1 Firenze a cura di Gianluca Ranzi coordinamento Marzia Spatafora testi critici Carlo Sisi Gianluca Ranzi

Gianluca Ranzi

Franca Pisani riassume in sé e nella processualità del proprio lavoro tanto il ruolo del maestro di bottega, direttamente esperto nella realizzazione dei materiali artistici, quanto quello dell’artista teorico e del trattatista, impegnato nella fase progettuale e nella speculazione estetica che sostiene la pratica dell’arte.

Da questo punto di vista gli sviluppi recenti del suo lavoro non appaiono tanto lontani dalle origini concettuali del suo percorso: la pittura di Franca Pisani infatti, pur essendo impastata di materia e di corpo, non perde mai di vista la densità concettuale che la ispira e che la riconnette direttamente a un sogno privatissimo di ricerca delle origini genetiche del vivente, di recupero di memorie primordiali e mitiche, di intrappolamento dei fantasmi dell’incoscio collettivo.

Parigi: Museo Pompidou 1977
Album Operozio

La Direttrice del Compartimento Arte Moderna e Contemporanea degli Uffizi Giovanna Giusti scrive:

​Dopo “aver sposato” le convinzioni artistiche della “Poesia Visiva” fondando “Operozio” (1976), e così cercando nella calma delle idee l’energia per portare alla luce la sua “avanguardia”, Franca Pisani ha proseguito le sue sperimentazioni concettuali e materiche, prima presentate alla “Sezione Donne” al Centre Pompidou a Parigi (1977), e poi maturate in tante esperienze espositive, fino alla personale al Museo Marino Marini di Firenze (Scolpire la vita, 2008), alla partecipazione alla 53ma. E 54ma. Biennale di Venezia (2009 e 2011) ed ultima la personale all’Hamburgher Bahnhof a Berlino (Berlino 2013). In continua evoluzione, spinta dall’urgenza di sperimentare il suo coerente indirizzo concettuale, Franca Pisani guarda con fiducia oltre.